domenica 9 settembre 2007

E' ora di cambiare

Basta al populismo berlusconiano. La destra italiana non ne ha più bisogno. E' giunta l'ora di fare una profonda riflessione all'interno di movimenti come Forza Italia, Alleanza Nazionale e la Lega lombarda.
Se si vuole pensare a un vero rinnovamento, a un futuro partito unico della destra dobbiamo concentrarci su quelli che sono i nostri valori, gli ideali e le idee per il cambiamento.
Non possiamo più aggrapparci a un Berlusconi ormai settantenne, megalomane e con un passato alquanto oscuro su alcuni punti( mi riferisco ad esempio alle modalità con cui il giovane imprenditore riuscì ad ottenere i finanziamenti per inziare la sua gloriosa ascesa o alla sua amicizia con Bettino Craxi).
E' vero, ci ha portati alla vittoria per ben due volte; ma a quale prezzo: tralasciando gaffe di livello planetario, leggi ad personam e una tragica presenza in Iraq, la sua personalità ha di fatto spento il fuoco, la vitalità degli altri partiti alleati.
Fini, possibile erede, si è rivelato come persona senza polso. An si è sgonfiata nelle mille battaglie interne per togliersi l'etichetta di partito fascista, rinnegando il suo passato.
La lega è e purtroppo continua ad essere un movimento populista e violento, sempre pronto a far saltare gli equilibri nella coalizione di centro destra. Solo Berlusconi riesce a fermarla.
Ora, di fronte a tale situazione, come possiamo desiderare che la nostra destra ritorni di nuovo al governo? Vogliamo di nuovo rivivere i cinque anni della legislatura Berlusconi?
E' vero, il governo Prodi è letteralmente un disastro. Fa brodo da tutte le parti.
Ma la destra non è ancora pronta per tornare a governare: manca un programma, una coalizione ed una valida alternativa a Berlusconi.
Bisogna lasciare posto alle nuove generazioni e alla loro volontà di partecipare alla costruzione di una nuova Italia.
Si deve costruire un partito unico, giovane, dinamico e che abbia questi tre cardini come fondamenta : valori, tradizioni e riformismo.
Io sono fiducioso. Insieme, uniti non possiamo fallire.

Enrico reghini di Pontremoli.

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