lunedì 25 febbraio 2008
Liberiamoci della vecchia politica
De Mita, Biondi e tanti altri; gente che da quasi 40 anni vive del mestiere del parlamentare. Persone, che con tutto il rispetto hanno fatto la lora storia, si lamentano perchè i partiti stanno cercando di metterli da parte. Io capisco che si credano ancora utili, ma per l'italia sta suonando l'ultimo campanello dall'arme: quello del ricambio generazionale. Chi è anziano, pur avendo esperienza, non è più pronto al cambiamento. Ha vissuto gioie, ma anche tante delusioni. Ha costruito barriere e cinismo per difendersi dal dolore, dalla sofferenza e per soddisfare i propri desideri. Ora al nostro paese servono persone nuove, che se anche inesperte ai meccanismi della politica, siano dotate di ideali, spirito di gruppo e capacità professionali. Abbiamo bisogno di 30enni, che si tirino su i polsi delle camicie e si mettano subito a lavorare, che di fango e di sterco c'è ne da togliere. Occorre concordia, unità nazionale. Una riforma che deve partire dalla famiglia: recuperiamo il culto della famiglia, delle tradizioni e dei valori nazionali; abbandoniamo lo sfrenato culto dell'individualismo, che purtroppo ha sempre caratterizzato il nostro paese. Ripartiamo con una riforma del settore scolastico, che nell'arco di 20/30 anni sia in grado di intraprendere una rivoluzione culturale negli stili di vita degli italiani. Io credo che questo comunque arriverà, non so quando... Certo il tempo stringe. Forse, come è nella storia nostra recente, dobbiamo toccare il fondo per rialzarci, aprire gli occhi davanti alla realtà che ci si presenta .
giovedì 14 febbraio 2008
L'ora di rialzarsi
Credo che sia l'ora di rialzarsi. Basta alle polemiche, alle liti. E' necesseraio unirsi assieme. Il nostro paese ha bisogno di concordia. Parole sagge quelle del nostro Presidente della Repubblica. Il problema non consiste soltanto nella difficoltà di applicarle al mondo della politica, ma nel fatto che non riusciamo ad applicarle nel mondo quotidiano di tutti i giorni: nel mondo del lavoro, dei rapporti personali e dello sport. Vi domando: ma se in una associazione sportiva, abbiamo una dirigenza che si ostina a rimanere attaccata da una poltrona sportiva, senza più essere legittimata e fa di tutto per portare asprezza e discordia tra i suo mebri, cosa si può fare? Io dico che queste persone devono avre l'umiltà e la coerenza di farsi da parte. Bisogna cercare di trovare la concordia , i punti in comune, trovare insieme le soluzioni. Per farlo ribadisco bisogana cambiare il modo di rapportarsi e di confrontarsi. Io sono aperto e pronto al dialogo e VOI?
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