Il Corrire della Sera di domenica 26 Agosto 2007, pubblica in prima pagina un editoriale dell'economista Francesco Giavazzi sul tema del precariato. Problema gravoso, che colpisce migliaia di giovani e non, all'interno della nostra Italia.Sindacati e sinistra radicale chiedono al Governo Prodi di intervenire modificando o, addirittura, eliminando la legge Biagi e di ritornare al vecchio sitema che prevede assunzioni con contratti a periodo indeterminato.Giavazzi ha ragione nel sostenere che un ritorno al vecchio sistema sia ormai divenuto impossibile e anacronistico. Il tempo passa e sono cambiate le strutture del lavoro. In quasi tutta l'Europa il precariato è diventato pane quotidiano. Il precariato porta con sè sia pregi che difetti. Pregi perchè aumenta l'occupazione, si riducono i disoccupati e l'economia gira. Difetti nel senso, che la facilità di mantenere un posto fisso in un'impresa per un lungo periodo è praticamente pari a zero.Questo aspetto, a mio avviso, non deve però spavetare i lavoratori: se ci si trova in un mercato del lavoro ben funzionante pochi resterebbero senza lavoro; ci sarebbero soltanto più spostamenti, si girerebbe di più , insomma ci si sposterebbe in più aziende. Cosa che accade negli Usa da decenni.Una persona ragionevole potrebbe opporsi a quanto detto fino ad ora sostenendo che il lavoratore rimarebbe continuamente in uno stato di incerttezza, soprattutto con il rischio per chi ha famiglia , di rimanere senza lavoro.Giusta osservazione. Per porre rimedio a questa situazione occorrono due soluzioni: un mercato del lavoro funzionante( flessibile, dinamico) e allo stesso tempo regolamentato a favore dei lavoratori.In danimarca ci sono riusciti: non più tutele al posto di lavoro ma al lavoratore, con forte attenzione per chi momentaneamente è disoccupato.
Enrico Reghini di Pontremoli
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento