Si ritorna a scrivere....In un mese infuocato da scontri sulla politica, parlo di un qualcosa di più importante: la libertà di stampa. Quante volte ne sentiamo parlare. Dati recenti ci dicono come il nostro paese sia soltanto in 35 posizione per libertà di stampa, con un leggero trend positivo rispetto all'anno precedente. Siamo troppo lontani dalle prime posizioni. Mondo dell'industria, politica , ma anche le semplici associazioni sportive hanno ormai una capacità di persuasione sui giornalisti. Basta dire una mezza verità che vada a infastidire qualcuno e subito il giornalista è costretto a fermarsi. Ora, mi direte, questo è qualunquismo. Frasi banali, cose risapute da un sacco di tempo. Io però voglio darvi un esempio concreto. Pratico da alcuni anni la scherma in quel di Torino in uno dei più prestigiosi circoli del mondo. Qui mi è stata offerta , la possibiltà, qualche mese fa, di poter svolgere uno stage come giornalista all'interno delll'ufficio stampa. Non ancora assegnatomi ufficialmente l'incarico ho scritto diversi articoli su eventi sportivi . Ora un mese fa, a settembre, ho scritto una lettera, un ricordo del ritiro agonistico. La bozza presentata in redazione non mi è stata pubblicata. Due le motivazioni: una frase innegiante ad un qualunque tipo di regime; in secundo una riga in cui esaltavo il mio maestro di scherma, cosa assolutamente vera e di cui non mi vergogno. Per rispetto dei lettori metto a disposizione la bozza bocciata. Si trova sul mio blog. Il titolo della lettera è... Maniva: una terra di conquista.
Ci sono stati molti spiacevoli episodi che si sono verificati in seguito a questo evento. Non intendo parlarne. Non è interesse dei lettori. Posso solo dire che ho rinuciato all'incarico propostomi come aiutante del servizio stampa per non cambiare il contenuto del mio articolo.
Mi chiedo e vi chiedo: ma se la censura è presente a questi infimi livelli.. una volta che si arriva a scrivere su una grande testata, quanto si viene influenzati, ostacolati o a dire peggio bloccati?
La mia risposta è una sola: una questione morale. Tocca a ciascuno di noi che fa informazione dire il vero, anche se fa male( pensate al povero Santoro bloccato dalla censura di sinistra e specifico che io non sono assolutamente di sinistra). Se noi sappiamo che stiamo dicendo il vero, non possiamo arrestarci , accettare le censure che vengono dall'alto. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada, rinunciando anche alla posizione che si è faticosamente conquistata.
Usando il buon senso, so benissimo che molte volte si può chiudere un occhio perchè la vita è fatta di compromessi. Non sempre verità e riconoscenza coincidono. Ogni persona è libera di scegliere una delle due. Io ho scelto la verità.
venerdì 19 ottobre 2007
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